“Non si torna indietro. Ma si può scegliere di andare avanti insieme, con passi più sinceri.”
Erano passati tre giorni dal mancato divorzio. La pioggia aveva smesso di cadere, ma l’aria era ancora umida, sospesa. La casa, quella che un tempo chiamavano “nostra”, sembrava la stessa… eppure no. Ogni stanza portava i segni del tempo, e del vuoto.
Marta e Marco avevano deciso di riprovarci. Ma non con proclami né promesse. Con silenzi nuovi, più leggeri. Con abitudini da ritrovare. Con errori da non ripetere.
Il lunedì seguente Marco tornò dal lavoro con una piantina di basilico. La posò sul davanzale della cucina.
— Ho pensato che… forse, possiamo cucinare insieme ogni tanto. Anche solo pasta e pomodoro.
Marta lo guardò sorpresa. Non per il gesto, ma per il tono. Era la prima volta dopo mesi che Marco diceva “insieme” e non “tu” o “io”.
— Va bene. Ma tu lavi i piatti.
Sorrisero entrambi. Il patto era firmato.
I giorni seguenti portarono inevitabilmente anche piccoli inciampi.
Una sera Marco rispose male, nervoso per il lavoro. Marta si chiuse in sé, abituata a proteggersi. Il silenzio calò per qualche ora. Ma poi, Marco entrò in camera, si sedette accanto a lei e disse:
— Scusami. Non con te. Mai più con te.
Marta annuì, ancora ferita, ma capì che qualcosa era diverso: stavano imparando a “riconoscersi”. A non aspettare che il male diventasse abitudine.
La domenica, Marta tirò fuori una vecchia scatola di fotografie. La aprirono insieme sul tappeto del salotto, tra risate e commozione.
Poi trovarono un biglietto: “Per quando ci dimenticheremo di tutto questo. Ricordatelo tu per me.”
Era una frase che avevano scritto durante una vacanza, anni prima, e infilato lì per scherzo. Ma ora sembrava un messaggio mandato dal passato per salvarli nel presente.
Marco lo prese, lo incorniciò e lo mise in corridoio.
Qualche giorno dopo, ricevettero una busta. Dentro, una stampa su carta di riso: una citazione, senza firma.
“Ricostruire significa conoscere meglio ciò che prima si dava per scontato. Amare di nuovo significa scegliere. Ogni giorno.”
Non c’erano loghi. Nessuna intestazione. Ma entrambi capirono. Sini era ancora lì, presente senza invadere, come una linea guida sottotraccia.
Non esiste un manuale per ripartire. Ma esistono carezze nuove, sorrisi che fioriscono timidamente, il coraggio di dire “scusa” prima che sia troppo tardi.
E ogni sera, sotto lo stesso tetto, Marco e Marta imparavano qualcosa che non avevano mai saputo fare davvero: vivere insieme scegliendosi, non sopportandosi.
“A volte non è l’amore che manca. È la memoria di come si ama.”

