La giustizia del cuore

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“Non è sempre questione di legge. A volte, è solo questione di tempo. E di ascolto.”

Non si dovrebbe provare affetto per le coppie che si assistono in tribunale. Almeno, così dicono. Distanza professionale, rigore, equilibrio.

Eppure, ci sono casi che ti restano dentro come piccoli aghi, silenziosi. Non pungono subito. Ma giorni dopo, a lavoro finito, mentre stai per archiviare un fascicolo, ti tornano in mente. Come voci che non hai il coraggio di ignorare.

Marco e Marta sono stati uno di quei casi.

All’apparenza, tutto era regolare: nessuna lite, nessuna guerra di avvocati, nessuna rivendicazione economica. Un divorzio pulito. Freddo. Forse troppo.

E quando qualcosa è troppo silenzioso, inizia a farsi sentire.

Non era compito mio chiedere “perché vi state lasciando?”.
Ma era mio dovere capire se sapevano davvero cosa stavano facendo.

In tanti anni di professione, ho imparato che il lavoro legale si occupa delle strutture: contratti, regole, clausole. Ma il lavoro umano , quello invisibile, si muove nelle crepe. In ciò che non è stato detto. In ciò che ancora si teme.

Per questo ho chiesto a entrambi di vedersi da soli. Non per dividerli, ma per vedere se esisteva ancora un ponte.

Non serve molto: un tono che cambia, una frase lasciata sospesa, una mail mandata per errore. Basta poco per capire che sotto la polvere c’è ancora brace.

La mia funzione non era “farli tornare insieme”. Non era nemmeno impedire la separazione. Era fare spazio. Uno spazio protetto, non giudicante, dove potessero riconoscersi ancora — se volevano. Senza obblighi. Senza vergogna.

E lo hanno fatto.

Ho visto la loro esitazione trasformarsi in gesto.
Ho visto il dolore farsi parola.
E ho visto, per una volta, la giustizia del cuore prevalere su quella del codice.

Non è sempre così.
A volte il divorzio è l’unica scelta possibile, la più sana, la più lucida.
Ma altre volte, quello che serve non è un giudice. È un’occasione.

E chi ha ancora il coraggio di coglierla, può davvero tornare a vivere. In due.

“L’amore non ha leggi. Ma ha bisogno di ascolto.
E a volte, basta una voce che non ti dice cosa fare, ma ti chiede se sei ancora disposto a provare.”