L’amministrazione di sostegno: uno strumento giuridico per persone anziane e vulnerabili

L’AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO: UNO STRUMENTO GIURIDICO PER PERSONE ANZIANE E VULNERABILI

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Cos’è l’Amministrazione di sostegno?

L’amministrazione di sostegno è uno strumento giuridico che aiuta persone anziane e vulnerabili a proteggere i loro diritti e i loro beni. Spesso, queste persone si affidano a semplici conoscenti per svolgere attività quotidiane come la riscossione della pensione o il pagamento delle bollette. Questo, purtroppo, può creare terreno fertile per inganni e truffe.

L’amministrazione di sostegno è stata introdotta in Italia nel 2004 per aiutare le persone che si trovano in questa condizione. Si tratta di uno strumento che limita nel modo minore possibile la capacità di agire della persona anziana o vulnerabile, proteggendola dagli abusi.

La capacità di agire è acquisita con il compimento del diciottesimo anno di età e consiste nella capacità di realizzare atti idonei a disporre dei propri diritti, come ad esempio l’acquisto di un immobile. Grazie all’amministrazione di sostegno, la persona anziana o vulnerabile potrà essere tutelata anche da eventuali raggiri, come la redazione di un testamento a favore di persone malintenzionate.

L’amministrazione di sostegno è particolarmente utile per persone con disabilità, malati del gioco, alcolisti o tossicodipendenti che non hanno la lucidità necessaria per gestire le proprie finanze. Anche anziani che non possono recarsi presso gli sportelli bancari o postali per gestire le proprie finanze possono beneficiare di questo strumento.

Questo strumento giuridico affianca quindi la persona anziana o vulnerabile, aiutandola nel compimento degli atti di vita quotidiana e nella gestione dei propri beni.

La scelta dell’amministratore di sostegno: procedura e nomina

La scelta dell’amministratore di sostegno è un processo importante che deve essere effettuato nell’interesse esclusivo del beneficiario. Di solito, il Giudice nomina la persona scelta direttamente dall’interessato o, se non è possibile, un parente o un soggetto terzo indicato dalla famiglia.

Il procedimento per la nomina dell’amministratore inizia con la presentazione di un ricorso al Giudice Tutelare. Il ricorso può essere presentato direttamente dall’interessato, dai familiari entro il 4° grado di parentela, dal Pubblico Ministero o dagli Assistenti Sociali.

Il ricorso deve specificare le problematiche e le malattie del beneficiario per consentire al Giudice di valutare il livello di capacità di agire che gli resta e quali azioni può svolgere autonomamente e per quali invece necessita di aiuto.

Il Giudice Tutelare fissa un’udienza per sentire la persona che ha presentato il ricorso e il beneficiario personalmente. Entro i sessanta giorni successivi alla presentazione del ricorso, il Giudice nomina con decreto motivato un amministratore di sostegno, specificando i poteri e i limiti dello stesso.

La nomina dell’amministratore di sostegno è un momento delicato e deve essere gestito con attenzione per garantire il benessere del beneficiario.

L’amministratore di sostegno, sia che l’incarico sia temporaneo o definitivo, dovrà rendere conto delle sue scelte al Giudice Tutelare presentando un rendiconto annuale. Questo rendiconto conterrà tutte le operazioni eseguite nell’interesse del beneficiario e sarà esaminato e approvato dal Giudice stesso. La durata dell’incarico sarà decisa dal Giudice e indicata nel decreto, che dovrà essere annotato a margine dell’atto di nascita del beneficiario nel registro di stato civile del Comune di residenza e di quello di nascita. È importante notare che l’amministrazione di sostegno non è una misura definitiva  e può essere revocato se non risulta più idoneo a tutelare l’interessato o se vengono meno i presupposti.