La giustizia del cuore

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“Non è sempre questione di legge. A volte, è solo questione di tempo. E di ascolto.” Non si dovrebbe provare affetto per le coppie che si assistono in tribunale. Almeno, così dicono. Distanza professionale, rigore, equilibrio. Eppure, ci sono casi che ti restano dentro come piccoli aghi, silenziosi. Non pungono subito. Ma giorni dopo, a lavoro finito, mentre stai per archiviare un fascicolo, ti tornano in mente. Come voci che non hai il coraggio di ignorare. Marco e Marta sono stati uno di quei casi. All’apparenza, tutto era regolare: nessuna lite, nessuna guerra di avvocati, nessuna rivendicazione economica. Un divorzio pulito. Freddo. Forse troppo. E quando qualcosa è troppo silenzioso, inizia a farsi sentire. Non era compito mio chiedere “perché vi state lasciando?”.Ma era mio dovere capire se sapevano davvero cosa stavano facendo. In tanti anni di professione, ho imparato che il lavoro legale si occupa delle strutture: contratti, regole, clausole. Ma il lavoro umano , quello invisibile, si muove nelle crepe. In ciò che non è stato detto. In ciò che ancora si teme. Per questo ho chiesto a entrambi di vedersi da soli. Non per dividerli, ma per vedere se esisteva ancora un ponte. Non serve molto: un …

Imputato assolto? Potresti aver diritto al rimborso delle spese legali fino a 10.500 euro

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Pochi lo sanno, ma se sei stato assolto da un procedimento penale hai la possibilità di ottenere il rimborso delle spese legali sostenute, grazie a un Fondo istituito dalla Legge di Bilancio 2021 (legge n. 178/2020). Si tratta di una misura concreta pensata per compensare – almeno in parte – il danno economico subito da chi è stato sottoposto a un processo e alla fine ha dimostrato la propria innocenza. Chi può accedere al rimborso Hai diritto a chiedere il rimborso se sei stato assolto in via definitiva con una sentenza che dica: “il fatto non sussiste”, “non ha commesso il fatto”, “il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato” (tranne se frutto di depenalizzazione). Chi è escluso  il rimborso non spetta se: sei stato assolto solo in parte e condannato per altri capi d’imputazione; la causa si è chiusa per prescrizione o amnistia; hai usufruito del patrocinio a spese dello Stato; hai già ricevuto il rimborso dal querelante o da un ente pubblico; non hai effettivamente sostenuto le spese (es. parcella non pagata). Quanto spetta Il rimborso arriva fino a €10.500, una tantum, entro l’anno successivo a quello in cui la sentenza è diventata …

Riconoscimento del servizio pre-ruolo nelle scuole paritarie: il 4 settembre la decisione della Corte UE. Un’occasione storica per migliaia di docenti: come tutelare i propri diritti

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Il prossimo 4 settembre 2025, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea si pronuncerà su un tema cruciale per migliaia di insegnanti italiani: il riconoscimento del servizio pre-ruolo svolto presso le scuole paritarie ai fini della carriera e della retribuzione nella scuola statale. Il contesto: una disparità che potrebbe finire Molti docenti che oggi lavorano nella scuola pubblica hanno maturato anni di esperienza nelle scuole paritarie. Tuttavia, lo Stato italiano non ha finora riconosciuto quel periodo ai fini della ricostruzione di carriera e del calcolo stipendiale, generando una chiara disparità di trattamento rispetto ai colleghi con un percorso interamente statale. Il caso è stato sollevato dal Tribunale di Padova, che ha chiesto alla Corte UE di valutare se questa esclusione sia in contrasto con il diritto comunitario, in particolare con il principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato. Cosa può cambiare con la sentenza? Una pronuncia favorevole da parte della Corte di Giustizia aprirebbe la strada a ricorsi individuali per ottenere: ✔ Il pieno riconoscimento dell’anzianità di servizio maturata nella scuola paritaria ✔ Il ricalcolo dello stipendio, con conseguente riallineamento economico ✔ Il pagamento degli arretrati dovuti, anche per diversi anni pregressi Si stima che oltre 300.000 …

Bonus mamme anche per le precarie: importante vittoria per i diritti delle lavoratrici

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Una recente sentenza del Tribunale di Prato ha segnato un passo avanti decisivo per l’equità nel mondo del lavoro: il Bonus mamme, pari fino a 3.000 euro annui, spetta anche alle lavoratrici con contratto a termine, e non solo a chi ha un contratto a tempo indeterminato. Una sentenza che cambia le regole Fino ad oggi, l’INPS riconosceva questo beneficio esclusivamente alle dipendenti a tempo indeterminato. Tuttavia, il Tribunale ha accolto il ricorso di una lavoratrice precaria della scuola, stabilendo che anche i contratti a termine devono rientrare nella platea dei beneficiari. Questa decisione non riguarda solo il settore scolastico, ma si estende a tutte le lavoratrici dipendenti, sia nel settore pubblico che in quello privato: aziende, cooperative, enti e altre realtà lavorative. Chi può fare ricorso? Può agire legalmente per il riconoscimento del diritto al Bonus mamma chi: Cosa si può ottenere? Chi ricorre con successo può beneficiare di: Come ottenere assistenza Lo Studio Legale Sinigaglia è al fianco delle lavoratrici per tutelare questo diritto. Valutiamo gratuitamente la situazione di ogni cliente per verificare la possibilità di avviare il ricorso. Per maggiori informazioni o per una consulenza personalizzata, scrivi a:sinigaglia@sinigagliastudiolegale.it Parità nei diritti, anche per le precarie Questa sentenza …