Con la sentenza n.1147/2022 il Tribunale di Padova ha assolto l’imputato, assistito dal nostro Studio, per il reato previsto e punito dall’articolo 186 comma 2 lettera b e 2 bis per aver guidato un veicolo in stato di ebrezza alcolica con l’aggravante di aver causato un incidente stradale.Dalla ricostruzione dei fatti è emerso infatti come l’imputato, al momento dell’intervento della polizia giudiziaria, fosse ai margini della carreggiata, a distanza di alcuni metri dal veicolo.Non è stato negato lo stato di ebbrezza del soggetto, rilevato tramite l’utilizzo corretto dell’etilometro da parte degli ufficiali, ma, non essendo presenti testimoni al momento del sinistro, non si è potuta ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e dunque che lo stesso fosse attribuibile all’imputato, né, del resto, che l’imputato fosse alla guida del proprio veicolo.Considerato tutto questo non si è potuta dire raggiunta la prova circa lo svolgimento dei fatti e la responsabilità dell’imputato, che quindi è stato assolto dal reato ascrittogli per non aver commesso il fatto.Il nostro codice penale prevede che il giudice pronunci sentenza di condanna solo quando la colpevolezza del soggetto sia stata provata al di là di ogni ragionevole dubbio; in caso contrario questo deve essere assolto.Nel caso di specie, quindi, vista …
Docenti e personale ATA: come funzionano i permessi brevi
L’articolo 16 del CCNL 2006-09, ancora attualmente in vigore, stabilisce che i dipendenti hanno il diritto di accedere ai permessi brevi per soddisfare le proprie esigenze personali che richiedono di allontanarsi dal luogo di lavoro. In particolare, il personale con contratto a tempo indeterminato e a tempo determinato può richiedere e usufruire di brevi permessi compatibilmente con le esigenze del servizio, con una durata massima non superiore alla metà dell’orario giornaliero individuale di servizio. In ogni caso, il personale docente può usufruire di brevi permessi fino ad un massimo di due ore. Si sottolinea che tali permessi sono concessi su richiesta del dipendente e possono essere utilizzati per esigenze personali. La concessione dei permessi offre ai dipendenti la possibilità di allontanarsi dal lavoro per un breve periodo ogni giorno, al fine di poter soddisfare le proprie esigenze personali. Questo permette una maggiore flessibilità dell’orario di lavoro: tuttavia, tali permessi sono limitati e dipendono dall’iniziativa del lavoratore. Permessi brevi: le esigenze personali e la documentazione a supporto Le richieste individuali dei dipendenti indicate nell’articolo 16 possono riconoscersi in tutte le circostanze considerabili meritanti di apprezzamento e protezione secondo l’accordo comune, poiché riguardano il benessere, la crescita e l’avanzamento del lavoratore visto …
COSA SI INTENDE PER OMISSIONE DI SOCCORSO STRADALE?
L’omissione di soccorso è un reato che consiste nel non prestare aiuto alla persona in pericolo, quando ciò sia possibile senza pericolo per sé stessi. Ad esempio, se una persona viene colpita da un veicolo e l’autista non si ferma per prestare soccorso o non chiama immediatamente il numero di emergenza, commette un reato di omesso soccorso. In genere, la pena per questo reato varia in base alla gravità della situazione e alla presenza di aggravanti come la cattiva condotta del responsabile o il dolo nell’omissione di soccorso. OMISSIONE DI SOCCORSO: ART. 593 CODICE PENALE L’omissione di soccorso, a livello generale, è un reato contemplato in molte giurisdizioni in tutto il mondo, inclusa l’Italia, dove è regolamentato dall’articolo 593 del Codice penale, che così recita: “Chiunque, trovando abbandonato o smarrito un fanciullo minore degli anni dieci, o un’altra persona incapace di provvedere a se stessa, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia o per altra causa, omette di darne immediato avviso all’Autorità è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a duemilacinquecento euro. Alla stessa pena soggiace chi, trovando un corpo umano che sia o sembri inanimato, ovvero una persona ferita o …
L’AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO: UNO STRUMENTO GIURIDICO PER PERSONE ANZIANE E VULNERABILI
Cos’è l’Amministrazione di sostegno? L’amministrazione di sostegno è uno strumento giuridico che aiuta persone anziane e vulnerabili a proteggere i loro diritti e i loro beni. Spesso, queste persone si affidano a semplici conoscenti per svolgere attività quotidiane come la riscossione della pensione o il pagamento delle bollette. Questo, purtroppo, può creare terreno fertile per inganni e truffe. L’amministrazione di sostegno è stata introdotta in Italia nel 2004 per aiutare le persone che si trovano in questa condizione. Si tratta di uno strumento che limita nel modo minore possibile la capacità di agire della persona anziana o vulnerabile, proteggendola dagli abusi. La capacità di agire è acquisita con il compimento del diciottesimo anno di età e consiste nella capacità di realizzare atti idonei a disporre dei propri diritti, come ad esempio l’acquisto di un immobile. Grazie all’amministrazione di sostegno, la persona anziana o vulnerabile potrà essere tutelata anche da eventuali raggiri, come la redazione di un testamento a favore di persone malintenzionate. L’amministrazione di sostegno è particolarmente utile per persone con disabilità, malati del gioco, alcolisti o tossicodipendenti che non hanno la lucidità necessaria per gestire le proprie finanze. Anche anziani che non possono recarsi presso gli sportelli bancari o …
DANNO DA FERMO: COS’È, COME SI PROVA
Il danno da fermo è un concetto giuridico che si riferisce al danno economico subito da un’azienda a causa dell’immobilizzazione di una macchina o di un bene strumentale. Questo tipo di danno può essere causato da una varietà di fattori, come guasti meccanici, problemi elettrici, malfunzionamenti del software o anche da disastri naturali come terremoti, inondazioni o incendi. Noto anche come “danno da fermo tecnico“, si verifica quando un incidente stradale o una negligenza personale costringono una persona a dover fare a meno del proprio veicolo o a interrompere temporaneamente la propria attività e a trovare una soluzione a proprie spese per non rimanere inattivi. Qual è il significato del danno da fermo? Il danno da fermo tecnico si verifica quando una persona subisce un pregiudizio economico a causa dell’impossibilità di utilizzare un proprio bene per un determinato periodo di tempo, a causa della colpa di un altro. Un esempio comune è rappresentato dal caso di un’auto coinvolta in un incidente stradale, che rimane ferma per giorni o settimane in attesa della perizia dell’assicurazione e della riparazione da parte del carrozziere. Ciò può comportare una maggiore spesa e una perdita di guadagno. Il proprietario del veicolo si troverà di fronte …
Il bonus Carta docente spetta anche ai precari; il termine di prescrizione è decennale e non quinquennale. Riconoscimento ottenuto presso il Tribunale di Vicenza.
La Carta docente, che consiste in un bonus di 500 € introdotto dalla legge n.107/2015 allo scopo di sostenere l’aggiornamento e la formazione continua dei docenti, può essere utilizzato per acquistare libri, anche e-book, pubblicazioni e riviste utili all’aggiornamento professionale, hardware e software, per l’iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124. La legge ha riconosciuto questo bonus solo ai docenti di ruolo, escludendo dunque i docenti con contratto a tempo determinato. Il Tribunale di Vercelli ha sollevato la questione alla Corte di Giustizia europea sostenendo che prevedere tale bonus solo per i docenti con contratto a tempo indeterminato costituisse una discriminazione vietata dalla clausola 4 dell’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, letta alla luce degli articoli 20 e …
DEMO-RICOSTRUZIONE IN AREE VINCOLATE: IL TAR MARCHE ACCORCIA LE DISTANZE TRA CITTADINI “LIBERI” E CITTADINI “VINCOLATI”
Risulta ormai noto agli addetti ai lavori e ai Cittadini che si sono “avventurati” nel mondo dei bonus fiscali in materia edilizia, che l’interpretazione “rigida” dell’art. 3 D.R.R. n. 380/2001 estende sostanzialmente a tutti gli edifici, anche se privi di vincolo proprio e solo in quanto situati all’interno di aree vincolate, l’obbligo di fedele ricostruzione a seguito di demolizione.Tale interpretazione deriva in particolare dal contenuto del parere reso dal Ministero della Cultura in Commissione VIII e pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 22.09.2021, con il quale viene precisato che l’art. 3 del D.P.R. n. 380/2001 “comprende non solo gli edifici aventi caratteri intrinseci di pregio architettonico ma anche gli edifici, ricadenti in ambiti tutelati, che potrebbero apparire privi dipregio, (e che) la tutela paesaggistica intende preservare la conformazione dello stato dei luoghi,salvaguardando il territorio da qualsiasi trasformazione che sia esteticamente percepibile, einclude, pertanto, anche gli interventi realizzati su edifici compresi in ambiti vincolati nel lorocomplesso”.Da quanto scrive il Ministro, pare dunque che, in area vincolata, nulla posa mutare, neppure gli edificiche, costruiti quando l’attenzione alla salvaguardia del paesaggio non risultava molto sentita, rappresentino, di fatto, delle “brutture” che rovinano la bellezza del paesaggio all’interno del quale sitrovano inseriti.Peccato – o …
SI Al SISMABONUS SULLE PERTINENZE STACCATE.
SISMABONUS 110%: CONFERMATO UN AUTONOMO LIMITE DI SPESA DI EURO 96.000,00 PER L’INTERVENTO DI DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE DELL’ANNESSO RUSTICO PERTINENZIALE STACCATO (Interpello ADE n. 907-2264/2021). Il Sismabonus potrà raggiungere il 110% nel caso in cui, nel titolo edilizio, si precisi che, a fine lavori, l’annesso rustico risulterà convertito in residenziale.
IMMOBILI PRIVI DI PREGIO IN AREA VINCOLATA E LORO DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE. DUBBI SULLA LEGITTIMITÀ DI LIMITI ALLA POSSIBILITÀ DI UTILIZZARE I BONUS FISCALI
La normativa vigente prevede che la demolizione e ricostruzione degli edifici si consideri ristrutturazione edilizia e non nuova costruzione anche quando si modifichi completamente l’edificio preesistente. La stessa normativa prevede tuttavia che, per quanto riguarda gli “immobili sottoposti a tutela ai sensi del D.LGS. 42/2004”, in caso di demolizione e ricostruzione l’intervento si consideri ristrutturazione solo quanto vengano rispettate fedelmente le caratteristiche preesistenti (sagoma, sedime, volume, caratteristiche planivolumetriche), e che si consideri nuova costruzione ove si modifichi l’edificio preesistente. I concetti sono molto importanti anche in quanto i numerosi bonus edilizi attualmente vigenti non si applicano in caso di nuova costruzione. La legge, evidentemente, intende riferirsi agli edifici vincolati in quanto dotati di particolare pregio artistico o storico, ma, così come formulata, di fatto comprende, se interpretata alla lettera, anche gli edifici privi di alcun pregio solo in quanto inseriti all’interno di aree vincolate. Questo comporta che, per gli edifici privi di pregio ma posti in aree vincolate, il loro intervento può essere considerato ristrutturazione edilizia solo in caso di demolizione e fedele ricostruzione. Si possono, beninteso, modificare sedime, sagoma, forometrie e volume, ma, in tal caso, l’intervento si classifica quale nuova costruzione e non permette dunque l’accesso ai benefici …
Ulteriore proroga per il blocco degli sfratti
È di questi giorni la notizia che è stato ulteriormente prorogato il blocco degli sfratti, oltre a quanto già previsto dal decreto Milleproroghe (D.L. 31/12/2020 n. 183) convertito in legge n.21 del 26 febbraio 2021 pubblicata in Gazzetta n.51 del 1/3/2021 che aveva previsto la proroga degli sfratti fino al 30 giugno 2021. Nella fattispecie è prevista una doppia proroga: per i provvedimenti di rilascio adottati dal 28 febbraio e il 30 settembre 2020 il blocco è prorogato fino al 30 settembre 2021 per i provvedimenti di rilascio adottati dal 1 ottobre 2020 al 30 giugno 2021 il blocco è posticipato al 31 dicembre 2021. Tuttavia, finora non è stata emanata alcuna agevolativa per i proprietari per cui la legislazione mirata ad aiutare gli inquilini in difficoltà durante la pandemia, penalizza proprietari o locatori, in quanto se da una parte non percepiscono il canone di locazione, dall’altra continuano a pagare le tasse sugli immobili.









