“Non tutti i matrimoni vanno salvati. Ma quelli veri… non si buttano via come carta bagnata.” L’avv. Sini non aveva bisogno di fare rumore per farsi ascoltare. Lo studio era silenzioso, luminoso, con scaffali in legno scuro colmi di codici e appunti ben ordinati. Niente targhe appariscenti, solo l’essenziale. La professionalità di Sini era nota, ma ciò che distingueva davvero quel legale era un dono raro: la capacità di ascoltare con gli occhi, oltre che con le orecchie. Seduto dietro la scrivania, Sini sfogliava i documenti della separazione di Marco e Marta. Tutto appariva corretto: firme ordinate, divisione dei beni pacifica, accordi raggiunti con civiltà. Ed è proprio quella perfezione a far drizzare le antenne. C’era una freddezza sospetta, il tipo di distacco che si costruisce quando il dolore è ancora troppo vicino per essere affrontato davvero. Sini richiuse il fascicolo e prese una decisione. — Serve un colloquio separato, — disse all’assistente. — Uno con Marta. Poi con Marco. Prima di andare avanti, voglio guardarli negli occhi. Marta – il colloquio inatteso Marta arrivò con passo deciso, ma lo sguardo tratteneva qualcosa. Sini la fece accomodare e lasciò che il silenzio parlasse per primo. — Non sono qui per …
Capitolo 1 – L’inizio della fine
“A volte, ciò che finisce non è l’amore. È solo il modo sbagliato di viverlo.” Il sole stava calando lento dietro i vetri della cucina, dove Marta versava l’acqua bollente per l’ennesima tisana alla melissa. Il cucchiaino tintinnava nel silenzio carico di tensione. Marco, appoggiato allo stipite della porta, fissava il frigorifero come se potesse dargli una risposta. — Hai prenotato il controllo per la macchina? — chiese lei, la voce più stanca che arrabbiata. — No, me ne sono dimenticato. Lavoro, sai com’è. — Già. Il tuo lavoro. Sempre al primo posto. Sempre tu che non ci sei. — E tu? Che parli solo per puntare il dito? Non fu un’esplosione. Fu come una diga che cede lentamente. Non urlarono, non lanciarono oggetti. Ma le parole, quelle sì, colpirono con precisione chirurgica. Ogni frase non detta nei mesi precedenti trovò finalmente una via d’uscita, senza filtri, senza più scuse. Dopo quasi otto anni, si guardarono come due sconosciuti che dividono lo stesso spazio per errore. — Forse dovremmo separarci, — disse Marco piano. Marta annuì. Non pianse. Non in quel momento. Due settimane dopo Lo studio dell’avvocato era silenzioso e ordinato, con scaffali pieni di codici e una pianta …
Bonus mamme anche per le precarie: importante vittoria per i diritti delle lavoratrici
Una recente sentenza del Tribunale di Prato ha segnato un passo avanti decisivo per l’equità nel mondo del lavoro: il Bonus mamme, pari fino a 3.000 euro annui, spetta anche alle lavoratrici con contratto a termine, e non solo a chi ha un contratto a tempo indeterminato. Una sentenza che cambia le regole Fino ad oggi, l’INPS riconosceva questo beneficio esclusivamente alle dipendenti a tempo indeterminato. Tuttavia, il Tribunale ha accolto il ricorso di una lavoratrice precaria della scuola, stabilendo che anche i contratti a termine devono rientrare nella platea dei beneficiari. Questa decisione non riguarda solo il settore scolastico, ma si estende a tutte le lavoratrici dipendenti, sia nel settore pubblico che in quello privato: aziende, cooperative, enti e altre realtà lavorative. Chi può fare ricorso? Può agire legalmente per il riconoscimento del diritto al Bonus mamma chi: Cosa si può ottenere? Chi ricorre con successo può beneficiare di: Come ottenere assistenza Lo Studio Legale Sinigaglia è al fianco delle lavoratrici per tutelare questo diritto. Valutiamo gratuitamente la situazione di ogni cliente per verificare la possibilità di avviare il ricorso. Per maggiori informazioni o per una consulenza personalizzata, scrivi a:sinigaglia@sinigagliastudiolegale.it Parità nei diritti, anche per le precarie Questa sentenza …
Carta del Docente BIS: Ora è Possibile Aderire al Nuovo Ricorso per Crediti Maturati Dopo la Prima Sentenza
Il nostro Studio Legale ha già ottenuto migliaia di Carta del Docente in favore dei propri Assistiti, attraverso un’azione giudiziaria mirata e strutturata. Grazie a questa iniziativa, molti insegnanti precari (o di ruolo, per il periodo di precariato) hanno potuto recuperare importi mai riconosciuti prima, accedendo a quei 500,00 euro annui destinati alla formazione professionale, anche in presenza di incarichi non a tempo indeterminato. Cosa Cambia Oggi? Perché Presentare un Nuovo Ricorso Molti docenti, dopo la prima adesione, hanno continuato a maturare servizio: nuove supplenze annuali, periodi su sostegno, incarichi temporanei anche in altra provincia e anche da “graduatoria” MAD.Tutte queste situazioni possono generare nuovi crediti, non inclusi nella prima sentenza, e quindi possono essere oggetto di un secondo ricorso dedicato. Anche se hai già ottenuto una sentenza positiva o hai già ricevuto la Carta per anni precedenti, hai diritto a rivolgerti al Giudice per ottenere quanto ti spetta anche per gli anni successivi. Chi Può Aderire? Docenti che hanno già ottenuto una prima sentenza favorevole e hanno continuato a lavorare nella scuola pubblica.Insegnanti che hanno accumulato nuovi periodi di servizio dopo il ricorso precedente.Supplenti su sostegno, su materia, su potenziamento o su posti vacanti. Compila Ora il Modulo di …
Guida in stato di ebbrezza: disciplina sanzionatoria e possibili strategie difensive
1. Premessa La guida in stato di ebbrezza alcolica rappresenta una delle principali ipotesi di reato colposo connesso alla circolazione stradale, sanzionata in modo rigoroso dal nostro ordinamento. L’art. 186 del Codice della Strada, così come modificato da plurimi interventi legislativi, configura un sistema articolato di illeciti — sia amministrativi che penali — fondati sul tasso alcolemico rilevato al momento del controllo. Tuttavia, nonostante il rigore normativo, vi sono circostanze giuridiche e processuali che, se correttamente sollevate e documentate, possono incidere significativamente sull’entità delle sanzioni e persino sulla stessa affermazione di responsabilità. Lo Studio legale Sinigaglia, forte di una consolidata esperienza in materia penale stradale, analizza in modo accurato ogni singolo elemento del caso concreto, al fine di tutelare efficacemente il cliente e — laddove possibile — mitigare le conseguenze giuridiche dell’infrazione. 2. Inquadramento normativo e fasce sanzionatorie L’art. 186 C.d.S. distingue tre fasce sanzionatorie in base al livello di alcolemia: 3. Le variabili che possono incidere sulla condanna Nonostante l’apparente rigidità della norma, la giurisprudenza riconosce ampi margini di intervento difensivo, soprattutto in riferimento a: Lo Studio legale Sinigaglia interviene proprio in questa fase, valutando la possibilità di eccepire vizi formali e sostanziali del verbale o dell’iter procedurale, nonché …
Ferie non godute e personale precario della scuola: quando è possibile richiedere il pagamento
Molti docenti e ATA con contratti a tempo determinato si trovano, al termine dell’anno scolastico, nell’impossibilità di godere delle ferie maturate durante il servizio. In numerosi casi, queste giornate vengono semplicemente “cancellate” o si presume siano state “automaticamente fruite” durante i periodi di sospensione dell’attività didattica. La giurisprudenza ha tuttavia chiarito che questa prassi non è conforme al diritto, e che i lavoratori precari della scuola hanno diritto a ricevere un’indennità sostitutiva per le ferie non godute, salvo prova concreta che esse siano state effettivamente fruite. La Corte di Cassazione e i Tribunali del lavoro hanno ribadito che non è legittimo presumere il godimento automatico delle ferie durante la chiusura delle scuole, come ad esempio nel periodo estivo, in assenza di una programmazione individuale e documentata, soprattutto per i lavoratori con incarichi fino al 30 giugno o con supplenze brevi. Chi può agire per ottenere il pagamento Possono richiedere l’indennità per ferie non godute: Docenti e personale ATA in ruolo o precari per i periodi in cui hanno avuto contratti a tempo determinato, anche breve o fino al 30/06: In questi casi è possibile agire in via giudiziale per ottenere il riconoscimento delle somme dovute, quantificabili in base al numero …
Cumulabilità del Sismabonus 110% con altre detrazioni – condomìni ed edifici plurifamilari (da 2 a 4, appartenenti al medesimo proprietario)
CUMULO TRA SUPERSISMA (110% o 90%) E ALTRI BONUS IN CONDOMINI ED EDIFICI PLURIFAMILIARI A CERTE CONDIZIONI Vista la complessità delle questioni, cerchiamo di fare chiarezza con uno schema molto semplice, che spiega quando è possibile applicare congiuntamente i bonus fiscali in presenza di interventi di miglioramento sismico. applicabilità congiunta tra bonus in presenza di SuperSisma Supersisma su parti comuni Supersisma su parti private Supereco su parti comuni Supereco su parti private Ristrutturazione 50% su parti private e comuni Caso 1 √ √ √ √ X Caso 2 √ X √ √ √ Caso 3 √ X X X √ Ove si utilizzi, per le sole parti comuni, il Sismabonus (110% o 90%), sarà possibile utilizzare il Superecobonus (110% o 90%) e/o il Bonus Ristrutturazioni al 50% sulle parti private. Se invece si utilizza il Supersisma anche per completare le singole unità, come per esempio per realizzare massetti, tramezzi o porte interne, allora non si potrà utilizzare il bonus Ristrutturazioni al 50% ma solo, se disponibile, il Supereco. Esempi: Deve comunque essere chiaro sempre che non si possono utilizzare due bonus sulla medesima lavorazione. E’ importante infine ricordare che lavorazioni che afferiscono a diversi bonus devono seguire una contabilità …
DEMO-RICOSTRUZIONE IN AREE VINCOLATE: IL TAR MARCHE ACCORCIA LE DISTANZE TRA CITTADINI “LIBERI” E CITTADINI “VINCOLATI”
Risulta ormai noto agli addetti ai lavori e ai Cittadini che si sono “avventurati” nel mondo dei bonus fiscali in materia edilizia, che l’interpretazione “rigida” dell’art. 3 D.R.R. n. 380/2001 estende sostanzialmente a tutti gli edifici, anche se privi di vincolo proprio e solo in quanto situati all’interno di aree vincolate, l’obbligo di fedele ricostruzione a seguito di demolizione.Tale interpretazione deriva in particolare dal contenuto del parere reso dal Ministero della Cultura in Commissione VIII e pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 22.09.2021, con il quale viene precisato che l’art. 3 del D.P.R. n. 380/2001 “comprende non solo gli edifici aventi caratteri intrinseci di pregio architettonico ma anche gli edifici, ricadenti in ambiti tutelati, che potrebbero apparire privi dipregio, (e che) la tutela paesaggistica intende preservare la conformazione dello stato dei luoghi,salvaguardando il territorio da qualsiasi trasformazione che sia esteticamente percepibile, einclude, pertanto, anche gli interventi realizzati su edifici compresi in ambiti vincolati nel lorocomplesso”.Da quanto scrive il Ministro, pare dunque che, in area vincolata, nulla posa mutare, neppure gli edificiche, costruiti quando l’attenzione alla salvaguardia del paesaggio non risultava molto sentita, rappresentino, di fatto, delle “brutture” che rovinano la bellezza del paesaggio all’interno del quale sitrovano inseriti.Peccato – o …
SI Al SISMABONUS SULLE PERTINENZE STACCATE.
SISMABONUS 110%: CONFERMATO UN AUTONOMO LIMITE DI SPESA DI EURO 96.000,00 PER L’INTERVENTO DI DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE DELL’ANNESSO RUSTICO PERTINENZIALE STACCATO (Interpello ADE n. 907-2264/2021). Il Sismabonus potrà raggiungere il 110% nel caso in cui, nel titolo edilizio, si precisi che, a fine lavori, l’annesso rustico risulterà convertito in residenziale.
IMMOBILI PRIVI DI PREGIO IN AREA VINCOLATA E LORO DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE. DUBBI SULLA LEGITTIMITÀ DI LIMITI ALLA POSSIBILITÀ DI UTILIZZARE I BONUS FISCALI
La normativa vigente prevede che la demolizione e ricostruzione degli edifici si consideri ristrutturazione edilizia e non nuova costruzione anche quando si modifichi completamente l’edificio preesistente. La stessa normativa prevede tuttavia che, per quanto riguarda gli “immobili sottoposti a tutela ai sensi del D.LGS. 42/2004”, in caso di demolizione e ricostruzione l’intervento si consideri ristrutturazione solo quanto vengano rispettate fedelmente le caratteristiche preesistenti (sagoma, sedime, volume, caratteristiche planivolumetriche), e che si consideri nuova costruzione ove si modifichi l’edificio preesistente. I concetti sono molto importanti anche in quanto i numerosi bonus edilizi attualmente vigenti non si applicano in caso di nuova costruzione. La legge, evidentemente, intende riferirsi agli edifici vincolati in quanto dotati di particolare pregio artistico o storico, ma, così come formulata, di fatto comprende, se interpretata alla lettera, anche gli edifici privi di alcun pregio solo in quanto inseriti all’interno di aree vincolate. Questo comporta che, per gli edifici privi di pregio ma posti in aree vincolate, il loro intervento può essere considerato ristrutturazione edilizia solo in caso di demolizione e fedele ricostruzione. Si possono, beninteso, modificare sedime, sagoma, forometrie e volume, ma, in tal caso, l’intervento si classifica quale nuova costruzione e non permette dunque l’accesso ai benefici …








