Guida in stato di ebbrezza: disciplina sanzionatoria e possibili strategie difensive

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1. Premessa La guida in stato di ebbrezza alcolica rappresenta una delle principali ipotesi di reato colposo connesso alla circolazione stradale, sanzionata in modo rigoroso dal nostro ordinamento. L’art. 186 del Codice della Strada, così come modificato da plurimi interventi legislativi, configura un sistema articolato di illeciti — sia amministrativi che penali — fondati sul tasso alcolemico rilevato al momento del controllo. Tuttavia, nonostante il rigore normativo, vi sono circostanze giuridiche e processuali che, se correttamente sollevate e documentate, possono incidere significativamente sull’entità delle sanzioni e persino sulla stessa affermazione di responsabilità. Lo Studio legale Sinigaglia, forte di una consolidata esperienza in materia penale stradale, analizza in modo accurato ogni singolo elemento del caso concreto, al fine di tutelare efficacemente il cliente e — laddove possibile — mitigare le conseguenze giuridiche dell’infrazione. 2. Inquadramento normativo e fasce sanzionatorie L’art. 186 C.d.S. distingue tre fasce sanzionatorie in base al livello di alcolemia: 3. Le variabili che possono incidere sulla condanna Nonostante l’apparente rigidità della norma, la giurisprudenza riconosce ampi margini di intervento difensivo, soprattutto in riferimento a: Lo Studio legale Sinigaglia interviene proprio in questa fase, valutando la possibilità di eccepire vizi formali e sostanziali del verbale o dell’iter procedurale, nonché …

Quando il cuore manca nelle aule di giustizia

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Nessun bambino dovrebbe mai essere messo nella condizione di dover scegliere tra la propria madre e il proprio padre. È un peso insopportabile, un conflitto interiore che neanche un adulto riuscirebbe a sostenere senza conseguenze. Eppure, nelle aule di tribunale, questa tragedia si consuma più spesso di quanto si voglia ammettere. È accaduto anche questa volta. Un bambino, già ferito dalla separazione dei genitori, si è ritrovato davanti a un giudice, chiamato a esprimere una “preferenza”. Una parola fredda, burocratica, che cela un dolore lacerante. Preferire il papà o la mamma? Come se l’amore potesse essere pesato su una bilancia. Come se fosse giusto chiedere a un cuore di bambino di scegliere quale parte del suo mondo dover rinnegare. L’avv. Sini, con la sensibilità e il rispetto che lo contraddistinguono, ha lottato con ogni mezzo per evitare questo epilogo. Ha proposto alternative, ha invitato le parti a confrontarsi con un esperto, uno psicologo capace di mediare, di aiutare i genitori a trovare un accordo nel superiore interesse del figlio. Ma l’avvocato della controparte si è opposto con ostinazione, rifiutando ogni tentativo di mediazione. Ha scelto lo scontro. Ha ignorato il grido silenzioso di un bambino che chiedeva solo di essere …

“Nonostante tutto, insieme”

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Non tutte le separazioni finiscono in guerra.Qualche volta, sorprendentemente, finiscono in… vacanza. Gianni e Cristina si sono lasciati da anni. Due caratteri diversi, due vite che a un certo punto hanno preso strade diverse. Ma su una cosa non hanno mai avuto dubbi: Marianne e Luca, i loro figli, sarebbero sempre venuti prima di tutto. Quando si presentarono per la prima volta nello studio dell’avvocato Sini, erano già d’accordo su ciò che davvero contava: proteggere i figli, non farsi la guerra. “Aiutateci a separarci senza distruggere tutto,” avevano detto. Non è una frase che si sente spesso, ma l’avvocato Sini, che di cause complicate ne ha viste tante, l’ha presa sul serio. Oggi, ogni estate, Gianni e Cristina vanno ancora in vacanza insieme. Quest’anno hanno scelto San Vito Lo Capo. Hanno affittato una casa vicino al mare, metà ciascuno. Colazioni tutti insieme sul terrazzo, escursioni in barca, giochi sulla spiaggia. Cristina con la guida turistica in mano, Gianni con la borsa frigo sotto il braccio. Marianne prepara le playlist, Luca fotografa ogni tramonto. La sera, quando i ragazzi dormono, si parlano da genitori. Condividono sogni, preoccupazioni, progetti. Non sono tornati insieme, e non lo faranno. Ma hanno costruito una nuova …

Ferie non godute e personale precario della scuola: quando è possibile richiedere il pagamento

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Molti docenti e ATA con contratti a tempo determinato si trovano, al termine dell’anno scolastico, nell’impossibilità di godere delle ferie maturate durante il servizio. In numerosi casi, queste giornate vengono semplicemente “cancellate” o si presume siano state “automaticamente fruite” durante i periodi di sospensione dell’attività didattica. La giurisprudenza ha tuttavia chiarito che questa prassi non è conforme al diritto, e che i lavoratori precari della scuola hanno diritto a ricevere un’indennità sostitutiva per le ferie non godute, salvo prova concreta che esse siano state effettivamente fruite. La Corte di Cassazione e i Tribunali del lavoro hanno ribadito che non è legittimo presumere il godimento automatico delle ferie durante la chiusura delle scuole, come ad esempio nel periodo estivo, in assenza di una programmazione individuale e documentata, soprattutto per i lavoratori con incarichi fino al 30 giugno o con supplenze brevi. Chi può agire per ottenere il pagamento Possono richiedere l’indennità per ferie non godute: Docenti e personale ATA in ruolo o precari per i periodi in cui hanno avuto contratti a tempo determinato, anche breve o fino al 30/06: In questi casi è possibile agire in via giudiziale per ottenere il riconoscimento delle somme dovute, quantificabili in base al numero …

Carta del Docente: il Ministero esegue la sentenza del TAR. Accreditati gli importi ai docenti ricorrenti in tempo record.

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A soli tre giorni dalla notifica della sentenza emessa dal Tribunale Amministrativo Regionale, con la quale si ordinava al Ministero dell’Istruzione e del Merito di provvedere all’erogazione della Carta del Docente al personale scolastico interessato, il Ministero ha ottemperato al provvedimento. I beneficiari della sentenza, patrocinati dallo Studio Legale Sinigaglia, che aveva precedentemente ottenuto esito favorevole anche dinanzi al Tribunale di Vicenza, hanno visto accreditati sul proprio borsellino elettronico gli importi spettanti a titolo di carta docente per i periodi lavorati da precari. Le somme, in questo caso variabili da un minimo di 500,00 euro fino a un massimo di 4.000,00 euro, rappresentano il riconoscimento di un diritto che era stato loro ingiustamente negato. Si tratta di un significativo risultato in favore del personale docente escluso dalla fruizione della Carta, che conferma la validità dell’azione legale intrapresa e, con l’intervento del TAR, accelera l’ottenimento concreto, e non solo formale, del risultato raggiunto. avv. Maria Elena Sinigaglia Per ricevere assistenza o per aderire a nuove azioni legali settore scuola, è possibile compilare questo form: Scuola | Studio Legale Sinigaglia

Assoluzione dal reato di guida in stato di ebbrezza in assenza di prova

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Guida in stato di ebbrezza e incidente stradale: assolto l’imputato se manca la prova del fatto che fosse alla guida del veicolo e che sia stato egli stesso a provocare il sinistro Con la sentenza n. 1147/2022 il Tribunale di Padova ha assolto l’imputato per il reato previsto e punito dall’articolo 186 comma 2 lettera b e 2 bis per aver guidato un veicolo in stato di ebrezza alcolica con l’aggravante di aver causato un incidente stradale. Ciò in quanto non si è provata, oltre ogni ragionevole dubbio, l’attribuibilità della condotta allo stesso. Infatti, dalla ricostruzione dei fatti, è emerso come il soggetto, al momento dell’intervento della polizia giudiziaria, fosse ai margini della careggiata e non alla guida del veicolo. Né è stata raggiunta la prova in ordine alla responsabilità del sinistro avvenuto. Considerato dunque che non si è potuta dire raggiunta la prova circa lo svolgimento dei fatti e la responsabilità del soggetto in ordine alla causazione del sinistro, né che lo stesso fosse in effetti alla guida del mezzo, l’imputato è stato assolto dal reato ascrittogli per non aver commesso il fatto. Del resto, il nostro codice penale prevede che il Giudice pronunci sentenza di condanna solo quando …

CARTA DOCENTE: LA PRESCRIZIONE DECORRE DA MAGGIO 2022 (SALVE TUTTE LE CARTE DOCENTE)

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CARTA DOCENTE AI PRECARI: LA PRESCRIZIONE DECORRE DALLA PRONUNCIA DELLA CGE DI MAGGIO 2022 Un’importante sentenza (n. 74/2024) è stata emessa dal Tribunale di Padova in materia di Carta Docente, reinterpretando quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, e sulla scia della stessa molte altre sono state pronunciate nello stesso senso. Il Giudice, infatti, ha accolto la tesi proposta dal presente Studio, secondo cui la prescrizione quinquennale decorre da quando il diritto può essere fatto valere e non dal momento del conferimento dell’incarico per ogni singolo anno scolastico; la prescrizione dunque comincia a decorrere da quando la Corte di Giustizia Europea ha riconosciuto il diritto a percepire il bonus anche per i docenti a tempo determinato, ossia da maggio del 2022. Un risultato importante che permette di riconoscere ai precari tutte le carte docenti a far data dalla loro istituzione. dr.ssa Monica Casarotto

Scatti di anzianità ai precari. Giurisprudenza granitica.

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Inquadramento nella corretta fascia stipendiale e riconoscimento dei servizi preruolo ai fini della progressione economica di carriera: ecco il nostro recente riconoscimento avuto con la sentenza del Tribunale di Padova, a conferma di una giurisprudenza ormai consolidata. Il Tribunale di Padova, recentemente, con la sentenza n. 241/2023 ha riconosciuto ancora una volta ai ricorrenti l’anzianità maturata nel corso degli anni svolti con contratti a tempo determinato, condannando il Ministero a collocare i docenti nel livello stipendiale riconosciuto dai contratti collettivi nazionali per il personale con pari anzianità e a pagare le differenze retributive maturate per tale titolo. L’articolo 485 del d. lgs. n. 297/1994 prevede, infatti, che ai docenti delle scuole di istruzione secondaria ed artistica, il servizio prestato presso le predette scuole statali e pareggiate, comprese quelle all’estero, in qualità di docente non di ruolo, nonché il servizio prestato presso le scuole degli educandati femminili statali e quello prestato in qualità di docente elementare di ruolo e non di ruolo nelle scuole elementari statali, o parificate, comprese quelle dei predetti educandati e quelle all’estero, nonché nelle scuole popolari, sussidiate o sussidiarie è riconosciuto come servizio di ruolo, ai fini giuridici ed economici, per i primi quattro anni per intero, …

Docenti e personale ATA: come funzionano i permessi brevi

Il Tribunale di Padova riconosce il diritto a percepire la R.P.D. ai docenti non di ruolo che hanno lavorato per brevi periodi

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Il Tribunale di Padova, con la sentenza n. 138/2023, ha riconosciuto ancora una volta ad una ricorrente che aveva svolto, con vari contratti a tempo determinato, supplenze brevi e saltuarie, il diritto ad ottenere la Retribuzione Professionale Docenti. Tale sentenza è stata pronunciata sulla base di precedenti della Corte di Cassazione che hanno riconosciuto l’indennità a docenti e personale A.T.A. (nei cui confronti prende il nome di Compenso Individuale Accessorio ovvero CIA) non di ruolo, destinatari di contratti di breve durata a scadenza diversa da quella annuale. La Suprema Corte ha precisato che, in virtù del principio di non discriminazione, la Retribuzione Professionale Docente deve essere applicata a tutto il personale docente ed educativo senza distinzione fra assunti a tempo indeterminato e determinato. Lo scopo della Retribuzione Professionale Docenti è infatti quello di valorizzare professionalmente la funzione docente “per la realizzazione dei processi innovatori, che investono strutture e contenuti didattici delle scuole di ogni ordine e grado, nonché di avviare un riconoscimento del ruolo determinante dei docenti per sostenere il miglioramento del servizio scolastico”; essa deve essere corrisposta per ciascuna mensilità di servizio effettivamente prestato o, se il servizio è inferiore al mese, nella misura di 1/30 per ciascun giorno …